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Tetto ventilato e non ventilato

Tetto ventilato e non - immagine 2
Tetto ventilato e non - stratigrafia 1
Frequentemente per la ristrutturazione di coperture esistenti o la realizzazione di nuove costruzioni si utilizza il tetto in legno per la sua leggerezza e per l'aspetto piacevole del travetto e della perlina "a vista". L'aspetto critico nella realizzazione di coperture in legno è lo sfasamento termico dovuto alla mancanza di massa rispetto ad una copertura tradizionale e la prevenzione del rischio di incendio soprattutto in presenza di una camera di ventilazione.
Lo sfasamento espresso in ore esprime il ritardo che impiega l'onda termica ad entrare all'interno: 8 ore rappresenta un'ottimo valore di riferimento in quanto il calore di mezzogiorno impiega 8 ore ad entrare nell'appartamento ed alle ore 20 è sufficiente aprire le finestre per raffrescare adeguatamente l'edificio. Per aumentare la sicurezza delle coperture in legno ventilate è buona norma utilizzare isolanti in Euroclasse A1 o A2. L'isolamento acustico e termico viene solitamente autonomamente soddisfatto con spessori di isolanti che assicurano uno sfasamento di 7-8 ore.
Tetto ventilato e non - immagine 1Tetto ventilato

Si ottiene realizzando una camera di ventilazione sopra lo strato di isolante disponendo opportuni listoni in legno ed un assito di abete grezzo. In estate la camera di ventilazione assicura una circolazione dell'aria che raffresca gli strati inferiori e smaltisce il calore in eccesso. In inverno visto il modesto valore della radiazione solare l'aria rimane praticamente ferma: viene ridotta la dispersione di calore visto che il primo strato di aria permette di eliminare l'umidità proveniente dagli strati inferiori (nei mesi invernali risulta in genere critica la verifica igrometrica). La cessione uniforme di colore dagli strati evita lo scioglimento irregolare di un possibile manto nevoso, e quindi una caduta, per slittamento della neve al suolo.
Vantaggi

1. Comfort estivo maggiore.
2. Riduzione dei rischi di muffa e condensa.
Tetto ventilato e non - stratigrafia 3Note

• La camera di ventilazione, fra manto di copertura e strato coibente, deve essere non inferiore a 550 cm3 per metro lineare di larghezza della falda per attivare i moti convettivi ascensionali.
• L'aria esterna deve entrare nella camera di ventilazione, a livello di gronda, in modo facile e soprattutto deve uscire dal colmo attraverso un elemento di sfiato, adeguato a garantire il deflusso dell'aria riscaldata in quantità almeno pari a quello di entrata. Lo strato di ventilazione, realizzato secondo le modalità e le dimensioni indicate nelle Norme UNI, agevola con i moti convettivi la fuoriuscita dell'aria riscaldata attraverso la linea di colmo, di adeguata sezione, con una velocità di 0,70 - 0,90 metri al secondo.
Tetto ventilato e non - stratigrafia 4Tetto in legno non ventilato e copertura inclinata in CA

La stratigrafia di una copertura non ventilata prevede, procedendo dall'interno verso l'esterno, di utilizzare i seguenti elementi: la barriera al vapore, lo strato di isolante termoacustico con eventuali listoni di contenimento e lo strato di impermeabilizzazione. La barriera al vapore deve essere in funzione dello spessore e del tipo di isolante e della traspirabilità degli strati superiori.
L'isolante non deve solo garantire l'isolamento termoacustico ma anche un livello adeguato di comfort durante la stagione estiva: sono da preferire isolanti con una grande massa ed un valore elevato di calore specifico. Lo strato di tenuta all'acqua può essere realizzato con una membrana traspirante impermeabilizzante o con una guaina.
Vantaggi

1. Costo e spessore della copertura ridotto rispetto al caso ventilato.
Note

• Si deve scegliere, sul lato caldo a contatto con la perlina interna, una barriera in grado di garantire un'opportuna resistenza al flusso di vapore.
• Per garantire un livello sufficiente di comfort estivo è indispensabile scegliere una stratigrafia in grado di assicurare valori di sfasamento superiori alle 8 ore e prossimi alle 12-13 ore.
Tetto ventilato e non - stratigrafia 2Istruzioni per la posa

1. Disporre sul piano di posa, che deve essere perfettamente pulito e privo di asperità, un'opportuna barriera al vapore;
2. Dopo aver posizionato lungo la linea di gronda il listone di partenza con lo stesso spessore dei pannelli, assicurarsi che la prima fila di tegole sporga dalla gronda per almeno 1/3;
3. Lungo la linea di gronda sarebbe sempre meglio utilizzare l'elemento parapasseri areato, che impedisce l'accesso di volatili nel sottotegola;
4. Si posa per primo un listone di legno di contenimento sul filo di gronda (serve anche come primo punto di bloccaggio del canale); in seguito si fissa la prima fila di pannelli procedendo per file successive dalla gronda verso il colmo fino al completamento delle falde;
5. La posa dei pannelli deve avvenire per giunti sfalsati, lo sfrido del pannello relativo ad ogni fila deve essere utilizzato come partenza della fila successiva;
6. La chiusura laterale della copertura può essere effettuata attraverso una scossalina laterale opportunamente sagomata;
7. L'interasse dei listoni di contenimento isolante deve essere tale da contenere il pannello isolante secondo la sua dimensione minore;
8. Se l'isolamento viene realizzato in più strati è opportuno incrociare i listoni del secondo strato in modo da ridurre i ponti termici dovuti all'assenza dell'isolante a punti isolati;
9. Lo strato isolante deve essere protetto da uno strato di tenuta all'acqua per evitare l'ingresso di eventuale umidità;
10. La chiusura dell'eventuale pacchetto ventilato si ottiene disponendo dei listoni di ventilazione ogni 60 cm che sorreggono uno strato di assito grezzo con una guaina autoadesiva.

Materiali Utilizzati